Bologna

Non studiare viaggia!!!!!!

Programma Fiera 100 Città d’Arte

Carica le tue foto


Bologna

Piazza Maggiore a Bologna


1

Cuore pulsante
della città, Piazza Maggiore 
(o Piazza Grande come la chiamano
i bolognesi e la cantava Lucio Dalla) è
il centro della vita civile e religiosa di Bologna.

Piazza Maggiore a Bologna
Piazza
Maggiore a Bologna

È celebre per la Fontana
del Nettuno
, sulla quale si affacciano i più importanti edifici
della città medievale: ad Ovest il trecentesco Palazzo
Comunale
, ad Est il cinquecentesco Palazzo
dei Banchi
 e a Sud l’imponente Basilica
di San Petronio
di fronte alla quale si stende l’elegante Palazzo
del Podestà
. Tutte costruzioni che testimoniano la storia della
città, una storia iniziata nel 1200 quando il popolo sentì il bisogno di
attrezzare la città di uno spazio da adibire a mercato. Tutti gli
edifici che la costituivano vennero acquistati dal Comune e poi
abbattuti e solo nel Quattrocento Piazza Maggiore assume l’austera forma
che conserva ancora oggi. Nonostante la sua importanza storica, pare che
la Piazza porti sfiga agli studenti che frequentano la celeberrima
Università bolognese. Secondo
la leggenda non bisogna mai attraversare la Piazza passando per il
centro, ma sempre costeggiandola, perché altrimenti si può dire “Addio”
alla tanto ambita laurea.

Basilica di San Petronio a Bologna


2


La Basilica di San Petronio è la chiesa più importante e
imponente di Bologna oltre ad essere la quinta chiesa più grande
del mondo.
 I lavori di costruzione della Basilica
iniziarono nel 1390 ma andarono avanti per secoli. Per far
spazio a questo tempio, simbolo dell’orgoglio civico della
città, fu necessaria la demolizione di torri, abitazioni private
e ben otto chiese.

Basilica di San Petronio a Bologna
Basilica
di San Petronio a Bologna

È
l’ultima grande opera gotica realizzata in Italia, a croce
latina a tre navate con cappelle. 
Da non perdere la
Cappella Bolognini affrescata con le Storie dei Re Magi, il
giudizio universale il Paradiso e in basso l’Inferno con una
straordinaria e gigantesca figura di Lucifero e la
rappresentazione del profeta Maometto nell’Inferno. La Basilica
di San Petronio è appartenuta per lungo tempo al Comune che l’ha
utilizzata per i più svariati scopi: luogo
di cerimonie, tribunale, ritrovo pubblico; solo nel 1929, in
seguito ai Patti Lateranensi, è diventata proprietà della
Diocesi.
 Se vi recate in visita alla Basilica di San
Petronio non potrete far a meno di notare la Meridiana costruita
dal Cassini per dimostrare che era la Terra a girare intorno al
Sole, e non viceversa com’era credenza del tempo.

La Torre degli Asinelli a Bologna


3

Le
torri di Bologna sono uno dei tratti distintivi della città.
 Delle
tante torri che vennero costruite tra il XII e il XIII secolo,
oggi ne restano meno di venti. Queste
strutture avevano una funzione sia militare che gentilizia:
davano prestigio alla famiglia che ne ordinava la costruzione
.

La Torre degli Asinelli a Bologna
La
Torre degli Asinelli a Bologna

Le due torri più importanti sono quella degli Asinelli e la
Garisenda. La Torre
degli Asinelli
 venne costruita tra il 1109 e il 1119
dall’omonima famiglia che, oltre a riceverne prestigio sociale,
la utilizzò per scopi militari di difesa ed avvistamento. Nel
1448, infatti, la torre venne dotata di una rocchetta per
accogliere i soldati di guardia. Attualmente gli archi del
portico della rocchetta ospitano alcune botteghe di artigiani,
in memoria della funzione commerciale che la città svolgeva nel
Medioevo. I
visitatori, dopo aver percorso i 498 gradini della scalinata
interna, possono arrivare fino alla cima della Torre degli
Asinelli che, dai sui 97,20 metri di altezza, permette di avere
la città rossa ai propri piedi.
 Durante le belle
giornate, la vista può arrivare fino al mare e alla Prealpi del
Veneto. La Torre Garisenda è più bassa (47 metri) e non è
visitabile.

La Basilica di Santo Stefano a Bologna


4

La
Basilica di Santo Stefano è un insieme di edifici sacri che
formano il più noto complesso delle Sette Chiese.
 La
triangolare Piazza Santo Stefano, che di recente è stata
riportata al suo aspetto originario, accoglie la
Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di
San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del
Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano
.

La Basilica di Santo Stefano a Bologna
La
Basilica di Santo Stefano a Bologna

Tutti edifici molto antichi che, se anche risalgono ad epoche
differenti, mantengono una certa omogeneità stilistica, rendendo
il complesso il monumento romanico più interessante e meglio
conservato di Bologna. È probabile che il progetto originario
del complesso risalga al V secolo quando il vescovo Petronio,
dopo un viaggio nella Terra Santa, volle riprodurre nel
capoluogo emiliano i luoghi sacri di Gerusalemme. Nel corso
degli anni i lavori di modifica e di restauro hanno cambiato
l’aspetto antico del complesso fino a ridurre a quattro il
numero delle sette chiese iniziali.

I canali di Bologna


5

Forse lo sanno in pochi, ma Bologna
è sempre stata una città d’acqua
, una piccola Venezia
che ora è in gran parte nascosta. Lo scorcio più suggestivo di
questa Bologna insolita lo si scopre aprendo una finestrella
che si trova a Via Piella
. Qui, come in una visione, lo
sguardo si apre sul canale
delle Moline
, usato per secoli per alimentare i mulini
ad acqua con cui si lavorava il grano.

finestrella via piella bologna
I
canali di Bologna

Dimenticata per decenni, tanto che la gran parte dei canali sono
stati interrati negli anni ’50, la natura “acquatica” di Bologna
è stata riscoperta recentemente dagli stessi abitanti che stanno
cercando di rivalutarla. Oltre alla finestrella di Via Piella
sono state aperte altre “vedute” sul Canale delle Moline dai
ponti delle vie Oberdan e Malcontenti. Qua e là, in giro per il
centro storico, si scorgono chiuse,
torrenti seminascosti, si sente il rumore dell’acqua ma non la
si vede
. Come nel Ghetto Ebraico, sotto cui scorre l’Aposa
o all’incrocio tra via delle Moline e via Capo di Lucca, dove si
può sentire il rombo del Salto del Reno

La Pinacoteca Nazionale di Bologna


6

La Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita una
delle più importanti raccolte museali italiane.
 Le
opere qui presenti ripercorrono tutto l’iter artistico emiliano
e italiano dal XIII all’inizio del XIX secolo. Sono presenti
opere di Raffaello,
Carracci, Reni, Perugino, Parmigianino, Tintoretto, Vasari,
Guercino e molti altri
.

La Pinacoteca Nazionale di Bologna
La
Pinacoteca Nazionale di Bologna

Il nucleo iniziale della raccolta è stata una cospicua donazione
di Monsignor
Francesco Zambeccari
; nel corso degli anni, poi, il
patrimonio si è arricchito con donazioni di privati, lasciti ed
acquisizioni statali fino a rendere la Pinacoteca una delle
Gallerie nazionali più apprezzate e conosciute in Italia e
all’estero. Annovera trenta sale espositive più uno spazio
dedicato interamente a mostre temporanee e alle attività
didattiche. La Pinacoteca di Bologna, oltre a svolgere una
funzione puramente espositiva, si occupa della tutela, della
conservazione e dello studio di tutto il patrimonio artistico
regionale e cittadino.

I Portici di San Luca a Bologna


7

Cosa
sarebbe Bologna senza i suoi portici?
 Per ben 40
chilometri la città è percorsa da porticati che non sono solo un
elemento architettonico ma rappresentano
l’essenza stessa e gli umori della città. 

I Portici di San Luca a Bologna
I
Portici di San Luca a Bologna

Durante la bella stagione sono un’ottima protezione dal sole,
nei mesi più freddi, invece, riparo perfetto dalla pioggia. Sono
la metropolitana all’aperto di Bologna, percorsi coperti che
permettono di raggiungere ogni punto della città.
 Il
più famoso portico è quello di quasi 4 km che dal centro di
Bologna porta alla Chiesa di San Luca, simbolo di Bologna posta
sopra il Colle della Guardia. Legata al culto
dell’immagine della Beata Vergine di S. Luca 
(la prima
immagine della Madonna realizzata direttamente
dall’Evangelista), la chiesa attuale fu realizzata tra 1723 e
1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca.
La chiesa ha una planimetria ellittica con l’interno a croce
greca impreziosito da opere di Guido
Reni e Guercino
. Il portico coperto, con 666 arcate,
collega il santuario a Porta Saragozza in città. Il numero di
666 (simbolo del demonio) non sarebbe casuale ma è pieno di
riferimenti simbolici: i portici hanno la forma di un serpente
(il diavolo) schiacciato
dal piede della Madonna, rappresentato dalla chiesa con la sua
immagine miracolosa.
 La salita, quindi, rappresenta un
percorso di liberazione e purificazione dal peccato. Dalla
chiesa, ogni anno, parte la processione che porta la Madonna con
Bambino alla cattedrale durante la settimana dell’Ascensione.
Lungo i portici di San Luca i bolognesi vanno a correre,
soprattutto di domenica: se volete affrontarli, scarpe comode e
tanta pazienza, perché si fatica molto!

Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna


8

Questa piccola chiesa che si raggiunge da una stradina laterale
di Piazza Maggiore, merita una visita per il bellissimo
“Compianto del Cristo morto” modellato nella seconda metà del
‘400 da Niccolò dell’Arca.

Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna
Chiesa
di Santa Maria della Vita a Bologna

Questo gruppo scultoreo è considerato uno dei capolavori della
scultura italiana, ingiustamente sconosciuto a molti. Il dolore
espresso dai volti delle statue spinse Gabriele D’Annunzio a
definire l’opera un “urlo di pietra”. La Chiesa di Santa Maria
della Vita fu fondata nella seconda metà del secolo XIII dalla
Confraternita dei Battuti o Flagellati ed è considerato il più
importante esempio di Barocco bolognese. Da non perdere anche il
vicino oratorio e il Museo della Sanità che conserva il ricordo
dell’ospedale voluto dai flagellanti.


acque nascoste

antico ghetto

architettura contemporanea

bologna un itinerario

Bologna

certosa cimitero storico

Donne all ombra torri

il Nettuno

itinerario Marconiano

le torri di Bologna

MateBologna

MUSEO INDUSTRIA

portici di Bologna

Ravenna

Ravenna_antica_guida

Rossini

sala a palazzo

traces de frances


 

 

RAVENNA

cose da fare e vedere a Ravenna

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Ravenna in
1, 2 o 3 giorni.

Rvenna
Ravenna si può definire con certezza un
tesoro sconosciuto alla maggioranza degli italiani
.
Oscurata dalle più famose città d’arte italiane
(Firenze, Roma, Venezia, Napoli) è in realtà una
cittadina straordinaria che attira turisti e
appassionati d’arte da tutto il mondo. Pochi sanno
che è
stata per tre volte, capitale di tre imperi
:
dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei
Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa.
Questo passato è testimoniato dalle basiliche e dai
battisteri di Ravenna, dove si conserva il più ricco
patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e
VI secolo. Pochi sanno anche che Ravenna
ha otto monumenti inseriti nella lista del
Patrimonio Mondiale dell’UNESCO 
e che le
spoglie di Dante sono conservate qui, e non a
Firenze. Si mangia straordinariamente bene (siamo
sempre in Romagna) e d’estate ci sono 35 chilometri
di costa tra cui scegliere per farsi un bagno. Per
chi ama la natura, a pochi chilometri c’è il Delta
del Po e le Valli di Comacchio, oltre alle pinete di
Classe e San Vitale e l’oasi di Punte Alberete.
Insomma, se anche voi eravate tra quelli che non
conoscevano Ravenna, ora non avete più scuse. Scoprite
con noi le 10 cose da vedere e fare assolutamente
durante una visita a Ravenna.

Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna


1

Avvicinandosi al Mausoleo di Galla Placidia
non si immagina che la semplicità
dell’esterno nasconda in pochi metri
quadrati così splendidi mosaici, i più
antichi di Ravenna. Non esageriamo se
affermiamo che l’atmosfera del Mausoleo è
magica.

Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna
Il
Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna

Fu l’imperatore Onorio (che trasferì nel 402
la capitale dell’ impero d’occidente da Milano a
Ravenna) a volere questo mausoleo per
dedicarlo alla sorella Galla Placidia.

Il tema dei mosaici, infatti, è la vittoria
della vita sulla morte, in accordo con la
destinazione funeraria dell’edificio. Ma è
il cielo stellato riprodotto sulla volta a
colpire più di tutto la fantasia dei
visitatori e a restare impresso per sempre
negli occhi. Pare che la stessa cosa sia
accaduta a Cole Porter, che andò a Ravenna
in viaggio di nozze alla fine degli anni
’20. La storia racconta che fu proprio il
cielo stellato del mausoleo a ispirargli la
famosissima Night and Day.

La Basilica di San Vitale a Ravenna


2

Questo tempio a forma ottagonale (l’otto era
simbolo di Resurrezione perché era sette, il
tempo, più uno, Dio) è fra i monumenti più
importanti dell’arte paleocristiana in
Italia.

La Basilica di San Vitale a Ravenna
La
Basilica di San Vitale a Ravenna

Non solo per lo splendore dei suoi mosaici
ma per la
completa adesione ai canoni dell’arte
orientale
: non ci sono navate ma
solo un nucleo centrale a pianta ottagonale
sormontato da una cupola affrescata.

Se riuscite a staccare gli occhi dai
mosaici, soprattutto dal volto di Teodora,
noterete a terra una serie di cerchi
concentrici con delle frecce: è
un labirinto, come si trovano in molte
chiese cristiane. 
Simboleggia il
percorso di uscita dal peccato verso la
purificazione. Se volete provare a uscire
dal labirinto, vi diamo un piccolo aiuto: si
parte dal centro, il resto scopritelo voi.

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna


3

Da non confondere con Sant’Apollinare in
Classe che si trova fuori dal centro
storico, a 8 km da Ravenna, la Basilica
di Sant’Apollinare Nuovo
 porta
questo nome per differenziarla da un’altra
chiesa cittadina che portava lo stesso
nome: ospita
il più grande ciclo di mosaici del mondo
.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna
Basilica
di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna

Le pareti della navata centrale sono divise
in tre fasce di mosaici ben distinte: la
fasci più alta racconta la vita di Cristo,
quella centrale Santi
e Profeti
 e mentre quella inferiore
ritrae il famoso Palazzo di Teodorico.

La cancellazione della figura
dell’Imperatore e di altri personaggi,
ricoperti da drappi bianchi, avviene nel
momento in cui la basilica passa dal culto
ariano (per cui era stata costruita) al
culto cattolico. Sulla parete di fronte è
ritratto il porto di Classe, uno dei più
importanti del Mediterraneo ai tempi
dell’Impero Romano.

Il Mausoleo di Teodorico


4

Secondo la leggenda la vasca in porfido
rosso che si trova al piano superiore del
Mausoleo è la stessa in cui trovò la morte
l’Imperatore barbaro. Poiché aveva paura dei
fulmini, in un giorno di temporale si
rifugiò nel suo mausoleo ma un fulmine venne
a colpirlo proprio mentre stava facendo il
bagno.

Il Mausoleo di Teodorico a Ravenna
Il
Mausoleo di Teodorico a Ravenna

Dalla fessura a forma di croce aperta nel
tetto del Mausoleo, sarebbe poi arrivato un
cavallo nero che lo avrebbe gettato
nell’Etna!

Sono tante le leggende sulla morte di
questo re
barbaro che governò l’Italia per 33 anni
 portando
tolleranza, pace e ricchezza e che si fece
costruire questo mausoleo in pietra d’Istria
affinché trovasse pace a Ravenna, dove aveva
vissuto. La struttura a due piani a forma
decagonale e con un massiccio tetto fatto
con un unico blocco di pietra
 lo
rende un monumento singolare, completamente
differente rispetto agli edifici in mattone
di Ravenna.

Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna


5

Tra le basiliche di Ravenna è quella più
imponente e maestosa. I mosaici sfidano per
bellezza quelli delle altre chiese della
città e ritraggono Cristo circondato dai
quattro evangelisti, mentre le pecore
simboleggiano gli apostoli.

Basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna
Basilica
di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna

Il volto di Gesù compare al centro della
Croce, in un tondo decorato con 99 stelle.
Tutta la rappresentazione si svolge tra il
cielo e l’incanto di un verde paesaggio
paradisiaco ricco di rocce, alberi, fiori ed
uccelli variopinti. Oggi la Basilica
di Sant’Apollinare in Classe si trova a 8 km
dal centro di Ravenna 
e a qualche
chilometro dal mare, mentre quando venne
costruita si trovava in riva al mare.
Accanto alla basilica, infatti, ci sono gli
scavi della grande area archeologica
dell’antica città di Classe, sede della
flotta romana nell’Adriatico.

Il Mausoleo-Tomba di Dante a Ravenna


6

Per molti è
una sorpresa scoprire che la Tomba di Dante
si trovi a Ravenna e non a Firenze
.
Dante morì a Ravenna durante il suo esilio e
nonostante i ripetuti tentativi di
riportarlo nella città natale, è ancora qui.

Il Mausoleo-Tomba di Dante a Ravenna
Il
Mausoleo-Tomba di Dante a Ravenna

I Francescani del vicino convento
trafugarono e conservarono gelosamente le
ossa di Dante per diversi secoli,
opponendosi alla volontà di sovrani e papi
di riportare le spoglie a Firenze. Furono
sempre loro a salvarle dai bombardamenti
della Seconda Guerra Mondiale. Oggi a
ricordare Firenze e la toscana c’è la
lampada votiva settecentesca alimentata con
olio d’oliva degli appennini toscani che
viene donato ogni anno (la seconda domenica
di settembre) dalla città di Firenze.

Il Battistero degli Ariani a Ravenna


7

Il Battistero degli Ariani di Ravenna fu
costruito durante il regno di Teodorico,
quando Ravenna era la capitale dell’Impero e
l’arianesimo era religione ufficiale della
corte.


Il Battistero degli Ariani a Ravenna
Il
Battistero degli Ariani a Ravenna

L’arianesimo è sempre stato considerato
un’eresia del Cristianesimo perché secondo
la dottrina ariana Cristo era figlio di Dio
ma conservava la sua natura umana
:
solo attraverso il rito del battesimo che la
natura divina fu comunicata a Cristo. I
mosaici sulla volta del battistero celebrano
proprio il battesimo di Cristo. A differenza
del vicino Battistero degli Ortodossi, qui
il giovane Cristo non viene rappresentato
come proveniente da Oriente (“luce da luce,
Dio vero da Dio vero”) ma si dirige verso
oriente, diventando divino solo nel momento
del battesimo. È un uomo, quindi non c’è
“censura” sulla sua nudità, mentre è immerso
nelle acque del Giordano e Giovanni Battista
gli comunica il Battesimo. Dall’alto scende
la colomba divina, ad irrorare con un soffio
di luce, simbolo dello Spirito, il capo del
Cristo.

Il Battistero Neoniano o degli Ortodossi a Ravenna


8

Il Battistero Neoniano fu la risposta
cattolica (del vescovo Neone) all’eresia
Ariana, che proprio in Ravenna aveva avuto
il massimo splendore sotto il regno di
Teodorico. Una contrapposizione che si
ritrova anche nel Cristo raffigurato nel
mosaico sotto la cupola, che a differenza di
quello nel vicino Battistero degli Ariani
viene da Oriente (“luce da luce, Dio vero da
Dio vero”) ed è divino anche prima del
battesimo comunicatogli da Giovanni Battista
e dalla colomba divina (gli ariani
affermavano il contrario).

Il Battistero Neoniano o degli Ortodossi a Ravenna
Il
Battistero Neoniano o degli Ortodossi a
Ravenna

Si racconta che Carl Gustav Jung (il famoso
psicologo) in un suo viaggio a Ravenna negli
anni 30 vide nel Battistero Neoniano, un
mosaico che rappresentava Cristo mentre
tende la mano a San Pietro che sta per
affogare. Discusse a lungo di questa
immagine con la sua compagna di viaggio e la
interpretò come un segno della morte e della
rinascita. Solo molto tempo dopo, quando
cercò una foto del Battistero Neoniano, si
accorse che quell’immagine non esisteva ed
era stata il frutto della sua immaginazione.
Jung usò quell’episodio per scrivere
bellissime pagine sul rapporto tra inconscio
e coscienza e di come anche l’immaginazione
modifichi il modo in cui vediamo la realtà.

Ravenna è
città d’arte e di cultura, città del mosaico che
1600 anni fa fu ben
tre volte capitale
: dell’Impero Romano
d’Occidente prima, di Teodorico re dei Goti poi,
dell’impero di Bisanzio in Europa in ultimo. La
magnificenza di quel periodo ha lasciato in città
una grande eredità di monumenti: ben otto edifici,
scelti tra le innumerevoli testimonianze storiche,
sono infatti stati dichiarati Patrimonio
dell’Umanità dall’Unesco.

L’arte del mosaico,
un antico sapere che rivive ancora oggi nelle scuole
e nelle botteghe, non è nata a Ravenna, ma qui ha
trovato la sua più ampia espressione, dando origine
all’iconologia cristiana, un misto di simbolismo e
realismo, di influenze romane e bizantine.

Bellezza dei
mosaici, ma non solo
: a Ravenna si può
passeggiare tra le torri campanarie e chiostri
monastici, passando dal romanico al gotico, dagli
affreschi giotteschi di Santa Chiara al Barocco
dell’abside di Sant’Apollinare Nuovo, dalle
testimonianze dell’ultimo rifugio di Dante
Alighieri
 ai Palazzi che videro gli amori
di Lord Byron.

Chi la incontra se ne innamora oggi come avvenne nel
passato a Boccaccio,
che vi ambientò una delle sue più belle novelle, a Gustav
Klimt
 che ne trasse ispirazione
manifestamente, ad Hermann
Hesse
 che la visitò dedicandovi alcuni
versi.

Ravenna è
romana
gotabizantina,
ma anche medievaleveneziana e
infine contemporanea,
civile e ospitale, ricca di eventi culturali e
manifestazioni di prestigio internazionale che la
rendono proiettata verso il futuro.

  • Ravenna Antica

    Ravenna AnticaVedi
    dettagl

    Ravenna Romana

    Ravenna Romana

  • Ravenna Capitale

    Ravenna Capitale

    La storia artistica e politica di Ravenna
    visse un momento di rinnovato splendore
    quando Onorio,
    all’inizio del V sec. (402-403 d.C.), la
    elesse come nuova
    capitale dell’Impero d’Occidente
    ,
    dopo essere stato costretto ad abbandonare
    Milano sotto la spinta dell’invasione dei
    Visigoti.

    La città assunse l’aspetto regale e fastoso
    d’una residenza imperiale: sorsero
    magnifiche costruzioni civili e religiose
    interamente rivestite da mosaici, come la
    grande Basilica
    Ursiana
     e l’attiguo Battistero
    Neoniano
    , la Chiesa
    di Santa Croce
     e il Mausoleo
    di Galla Placidia
    , la Chiesa
    di San Giovanni Evangelista
     e quella
    dedicata agli Apostoli, oggi San
    Francesco
    ; inoltre venne ampliato
    nuovamente il circuito delle mura.

    Le vicende dell’Impero d’Occidente si
    conclusero con l’entrata a Ravenna di Odoacre,
    che nel 476 d.C. alla morte di Paolo, zio di
    Romolo Augustolo, divenne il primo barbaro
    ad assumere il titolo di re in Italia. Il
    regno di Odoacre tuttavia non era destinato
    a rimanere a lungo, e verso l’ultimo
    decennio del V secolo Teodorico,
    re degli Ostrogoti
    , raggiunse i
    pressi di Ravenna. Dopo tre anni di assedio,
    nel 493 d.C., Teodorico costrinse Odoacre a
    scendere a negoziati: nonostante la promessa
    di avere salva la vita, dopo dieci giorni,
    accusato di insidie, fu ucciso nel Palazzo
    del Laureto.

    Teodorico assunse prima il titolo di Dominus,
    poi quello di Rex, e fu un sovrano
    saggio e illuminato. Diede grande impulso
    all’attività edilizia, intraprese importanti
    lavori di bonifica delle paludi circostanti
    e restaurò l’acquedotto traianeo; alcune fistulae
    plumbee
     (tubi per condurre le acque)
    ritrovate nel 1938 recano ancora
    l’iscrizione a rilievo: D(omi)n(us) Rex
    Theodoricus civitati reddidit.

    Fra gli edifici innalzati in questo periodo
    è da ricordare la residenza di Teodorico,
    il Palatium,
    il cui aspetto esterno è ritratto nel
    mosaico alla parete destra di
    Sant’Apollinare Nuovo.

    Teodorico era di fede
    ariana
    , come il suo popolo, e per
    questo motivo fece erigere luoghi di culto
    preposti alla sua dottrina: l’Anastasis
    Gothorum, oggi Chiesa
    dello Spirito Santo
    , in funzione di
    cattedrale; il Battistero
    degli Ariani
     e la stupenda basilica
    dedicata inizialmente al Salvatore, oggi Sant’Apollinare
    Nuovo
    .

    Infine, nel 540 d.C. Belisario,
    generale di Giustiniano,
    assediò Ravenna, facendo passare la città
    sotto il dominio bizantino, di cui nel 554
    d.C. divenne prefettura. Poco dopo
    Giustiniano emanò un celeberrimo editto,
    tramite il quale concesse tutti i beni
    immobili degli ariani ai cattolici: il
    Battistero fu trasformato in Chiesa di Santa
    Maria e la Basilica del Salvatore fu
    dedicata al Vescovo San Martino, che aveva
    combattuto strenuamente gli
    eretici. Risalgono a questo periodo le
    Basiliche di San
    Vitale
     (iniziata sotto i Goti ma
    terminata sotto i Bizantini) e Sant’Apollinare
    in Classe
    .

     

    Ravenna Medievale

    Ravenna Medievale